Qualche curiosità sul make-up degli Egizi


Dalla lettura di:


Scott, D.A. 2016. A review of ancient Egyptian pigments and cosmetics, Studies in Conservation, 61(4):185-202.

Galena e malachite
Sn: Galena su pirite da Chihuahua, Meico [Foto di Di Rob Lavinsky, iRocks.com – CC-BY-SA-3.0, Wikimedia Commons, curid=10448612]. Dx: Malachite [Foto acquistata su Canva]

Nell’antico Egitto, i cosmetici più comuni erano la malachite (cioè un carbonato di rame di color verde) e la galena (un solfuro di piombo di color grigio scuro).

Entrambi i materiali sono stati rivenuti come grumi compatti o come polveri fini, sia nelle sepolture, sia sulle rocce che venivano usate per macinarli. Oltretutto, sulla base dei rinvenimenti archeologici, è stato possibile determinare il range cronologico entro il quale collocare l’utilizzo “cosmetico” di questi due minerali:

  • malachite – a partire dal 4400 a.C. (periodo Badariano) fino ad almeno il 1187 a.C.(diciannovesima Dinastia);
  • galena – a partire dal 3100 a.C. (tardo periodo predinastico) fino all’ottavo secolo d.C. (periodo Copto), oppure, secondo altri autori fino alla metà del terzo millennio a.C. (intorno alla metà dell’Antico Regno – 2686-2181 a.C.).

Oltre alla malachite e alla galena, vi sono testimonianze che anche la cerussite, l’idrocerussite, la tenorite, l’ematite, la magnetite, la pirolusite, la stibnite e la crisocolla (vd. sotto le composizioni) venissero impiegati per la cosmesi.


I minerali citati forniscono polveri di colori differenti:

  • Cerussite: carbonato di piombo (PbCO3) di colore bianco/grigiastro.  
  • Hydrocerussite: carbonato idrato di piombo  [Pb3(CO3)2(OH)2] di colore bianco/grigiastro.  
  • Tenorite: ossido di rame (CuO) di colore grigio scuro
  • Ematite: ossido di ferro (Fe2O3) di colore bruno rossastro
  • Magnetite: spinello (Fe3O4) di colore nerastro
  • Pyrolusite: ossido di manganese (MnO2) di colore nerastro
  • Stibnite: solfuro di antimonio (Sb2S3) di colore grigio piombo
  • Chrysocolla: fillosilicato contenente rame [Cu2H2[Si2O5](OH)] di colore verde chiaro

La varietà cromatica era relativamente ampia ma l’utilizzo costante di questi minerali poteva essere nocivo. Infatti, molti contengono elementi dannosi per la pelle e per la salute in generale. Per fare solo un’esempio, l’esposizione prolungata al piombo può provocare una grave intossicazione chiamata saturnismo. Senza contare che l’applicazione di materiali metallici a diretto contatto con la pelle non sia proprio da considerarsi un buon anti-age!


Un’altra notizia curiosa riguarda la tintura dei capelli. Infatti, è stato stabilito che, a partire dal periodo Greco-Romano (332 a.C. – 395 d.C.), una miscela di ossido di piombo e calce spenta venisse usata per colorare i capelli. Il rinvenimento di nanocristalli di galena tra i capelli ha fornito un’ulteriore testimonianza relativamente all’utilizzo dei compositi del piombo per ottenere un’intensa colorazione nera.

 

Per saperne di più …

  • Lucas, A. 1930. Perfumes and Incense in Ancient Egypt. Journal of Egyptian Archaeology, 16: 41–53.
  • Ashton, B.G., Harrell, J.A., Shaw, I. 2000. Stone. In: P.T. Nicholson, I. Shaw (Eds.). Ancient Egyptian Materials and Technology. Cambridge: Cambridge University Press, pp. 5–77.
  • Martinetto, P., Dooryhee, E., Anne, M., Talabot, J., Tsoucaris, G., Walter, Ph. 1999. Cosmetic Recipes and Make-up Manufacturing in Ancient Egypt, ESRF Newsletter, 32: 10–2.
  • Martinetto, P., Anne, M., Drakopoulos, M., Dubus, M., Salomon, J., Simionovici, A. & Walter, Ph. 2001. Synchrotron X-ray Micro-beam Studies of Ancient Egyptian Make-up, Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section B, 181: 744–8.
  • Walter, P., Welcomme, E., Hallegot, P., Zaluzec, N.J., Deeb, C., Castaing, J., Veyssiere, P., Breniaux, R., Leveque, J., Tsoucaris, G. 2006. Early Use of PbS Nanotechnology for an Ancient Hair Dyeing Formula, Nano Letters, 6: 2215–9 

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Ig® Nobel Prize

The Stinker da The Ig® Nobel Prize official site 
The Stinker – mascotte ufficiale dei premi Ig® Nobel

Cosa  sono e cosa occorre fare fare per vincerli?

 

Sono dieci premi assegnati annualmente a scienziati di tutto il mondo. Per vincerli occorre aver pubblicato una ricerca che prima di tutto faccia ridere e poi invogli a riflettere.

 

“The Ig Nobel Prizes honor achievements that first make people laugh, and then make them think.”  (dal sito ufficiale The Ig® Nobel Prize official site )

 

Un esempio? Nel 2017, il premio Ig-nobel per la Fisica è stato assegnato a Marc-Antoine Fardin (Francia), per aver risposto alla domanda “Può un gatto essere solido e liquido?”, tramite l’applicazione dei principi della dinamica dei fluidi!

Il premio per la Pace 2004 fu assegnato all’inventore del Karaoke, “per aver trovato un modo nuovo per insegnare alle persone come tollerarsi l’un l’altro” (da Wikipedia).

Nel 2008, il vincitore del premio per la Fisica dimostrò che corde e capelli, prima o poi, si annodano tra di loro.

E ancora, nel 2006, un gruppo di scienziati spagnoli ha vinto il premio per la Chimica, grazie a uno studio sulle velocità ultrasoniche nel formaggio Cheddar mentre due scienziati Kuwaitiani -i mie preferiti!- hanno vinto il premio nella categoria Scienze Nutrizionali, per aver dimostrato che gli scarabei stercorari sono schizzinosi!

 

La consegna dei premi avviene durante una serata di gala organizzata presso il Sanders Theatre, all’interno dell’Università di Harvard (Cambridge, Massachusetts, USA). I vincitori veri del vero Premio Nobel premiano i vincitori dei premi Ig-nobel, assieme a una platea di migliaia di persone, presenti sia in sala, sia ‘in spirito’, attraverso il live webcast che viene attivato ogni anno.

In ordine cronologico, l’ultima cerimonia ha avuto luogo il  14 settembre 2017 e, in quell’occasione, due italiani hanno ricevuto il premio per aver aver dimostrato che “molti gemelli identici non sono in grado di distinguersi visivamente gli uni dagli altri” (da Wikipedia).

 

Alcuni indirizzi per seguire questi divertenti premi:

  • Tutto ciò che occorre sapere sui Premi Ig-nobel si trova nel sito ufficiale (in inglese) o su Wikipedia (in italiano).
  • L’elenco dei vincitori con le relative motivazioni motivazioni è disponibile nel sito ufficiale (in inglese) o su Wikipedia (in italiano).
  • I video delle cerimonie passate si trovano sul canale Youtube dedicato.
  • Volete partecipare alla cerimonia? L’indirizzo fornito sul sito ufficiale è  air@improbable.com

Da ultimo, occorre sottolineare che i premi non sono stati istituiti per mettere in ridicolo le ricerche altrui. Nient’affatto!

Buon divertimento!

 

PS. L’immagine in alto ritrae “The Stinker” ed è la mascot ufficiale dei Premi Ig Nobel. Raffigura il celebre “The Thinker” (“Il pensatore”) di Rodin caduto dal suo piedistallo in una posizione ridicola (vedi sotto l’originale da cui hanno tratto ispirazione).

 

Digital StillCamera
Le penseur (The Thinker /Il Pensatore). Scultura in bronzo di Auguste Rodin (1880 – 1902). Conservata presso il Musée Rodin, a Parigi [Photo by Andrew Horne (talk) – Own work (Original text: I (AndrewHorne (talk)) created this work entirely by myself.), Public Domain, https://commons. wikimedia.org/w/index.php?curid=15582363]

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