“ITALIA” – Le fonti



⁎La categoria “Post in fieri” include post incompleti. Anche in questo caso, non tutte le informazioni disponibili sono state riportate ma solo quelle che ho trovato fino a ora



  • Varro, De lingua Latina, Liber V

    Marco Terenzio Varrone (Rieti 116 a.C. – Roma, 27 a.C.), Sulla lingua latina (5.9.2)



    “Vitulus, quod Graece antiquitus ιταλóς”

    Traduzione: Vitulus (vitello) è detto così dal fatto che anticamente in greco si chiamava italós.



  • Varro, De Re Rustica, Liber II

    Marco Terenzio Varrone (Rieti 116 a.C. – Roma, 27 a.C.), Sull’agricoltura (2.5.3)



    “(…) nam bos in pecuaria maxima debet esse auctoritate, praesertim in Italia, quae a bubus nomen habere sit existimata. Graecia enim antiqua, ut scribit Timaeus, tauros vocabat ιταλóς (italós), a quorum moltitudine et pulchritudine et fetu vitulorum Italiam dixerunt. Alii scripserunt, quod ex Sicilia Hercules persecutus sit eo nobilem tau rum, qui diceretur Italus.”

    Traduzione (Pagani 1846): “(…) perché il bue, tra il bestiame, è quello che merita grande stima, particolarmente in Italia, la quale credesi che sia così chiamata dai buoi. Difatti, l’antica Grecia, come scrive Timeo, chiamava italós; i tori, i quali, perché erano molti e belli, e perché generavano dei vitelli in questo paese, perciò la chiamarono Italia. Altri scrissero che si stata così chiamata, perché Ercole dalla Sicilia sino in questo paese inseguì un famoso toro chiamato Italus.



  • Διονύσιος Ἀλεξάνδρου Ἁλικαρνασσεύς, Ῥωμαική ἀρχαιολογία, Liber I


    Dionigi di Alicarnasso (Alicarnasso, circa 60 – 7 a.C.), Antichità Romane, (1.12.3)



    Ἀντίοχος δὲ ὁ Συρακούσιος, συγγραφεὺς πάνυ ἀρχαῖος, ἐν Ἰταλίας οἰκισμῷ τοὺς παλαιοτάτους οἰκήτορας διεξιὼν, ὡς ἕκαστοί τι μέρος αὐτῆς κατεῖχον, Οἰνώτρους λέγει πρώτους τῶν μνημονευομένων ἐν αὐτῇ κατοικῆσαι, εἰπὼν ὧδε· «Ἀντίοχος Ξενοφάνεος τάδε συνέγραψε περὶ Ἰταλίης ἐκ τῶν ἀρχαίων λόγων τὰ πιστότατα καὶ σαφέστατα· τὴν γῆν ταύτην, ἥτις νῦν Ἰταλίη καλεῖται, τὸ παλαιὸν εἶχον Οἴνωτροι’. ἔπειτα διεξελθὼν ὃν τρόπον ἐπολιτεύοντο, καὶ ὡς βασιλεὺς ἐν αὐτοῖς Ἰταλὸς ἀνὰ χρόνον ἐγένετο, ἀφ’ οὗ μετωνομάσθησαν Ἰταλοί, τούτου δὲ τὴν ἀρχὴν Μόργης διεδέξατο, ἀφ’ οὗ Μόργητες ἐκλήθησαν, καὶ ὡς Σικελὸς ἐπιξενωθεὶς Μόργητι ἰδίαν πράττων ἀρχὴν διέστησε τὸ ἔθνος, ἐπιφέρει ταυτί· ‘οὕτω δὲ Σικελοὶ καὶ Μόργητες ἐγένοντο καὶ Ἰταλίητες ἐόντες Οἴνωτροι».

    Traduzione (la prima parte è da Mastrofini (1823) mentre la parte tra virgolette quella in cui Dionigi riprende il testo di Antioco – è in gran parte ripresa da Wikipedia): Antioco di Siracusa, scrittore antichissimo, elencando i primi abitanti dell’Italia (…), afferma che gli Enotri precedettero ogni altro di cui si abbia ricordo, dicendo: «Antioco il figlio di Xenofane compilò sull’Italia queste cose, le più credibili e più manifeste tra’ vecchi monumenti. La regione, che ora si chiama Italia, anticamente tennero gli Enotri; un certo tempo il loro re era Italo, e allora mutarono il loro nome in Itali; succedendo ad Italo Morgete, furono detti Morgeti; dopo venne un Siculo, che divise le genti, che furono quindi Morgeti e Siculi; e Itali furono quelli che erano Enotri.»



  • Gellius, Noctes Atticae, Liber XI


    Aulo Gellio (Roma, circa 125–180), Notti Attiche 11.1.1



    “Timaeus in historiis, quas oratione Graeca de rebus populi Romani composuit, et M. Varro in antiquitatibus rerum humanarum terram Italiam de Graeco vocabulo appellatam scripserunt, quoniam boves Graeca vetere lingua ιταλóι vocitati sint, quorum in Italia magna copia fuerit, bucetaque in ea terra gigni pascique solita sint complurima.”

    Traduzione (Concordia 2017, p. 101): Timeo nelle Storie che ha scritto in lingua greca sui fatti del popolo romano, e Marco Varrone nelle Antichità Umane, hanno scritto che l’Italia ha preso il nome da una parola greca, poiché nell’antica lingua greca i buoi sarebbero stati chiamati italói. In Italia ce n’erano in abbondanza, e la terra dava luogo a pascoli e questi erano utilizzati in gran numero.”



  • Micali 1832, pp. 54-56

    “Non sì tosto i Greci conobbero il nuovo paese, là dov’essi ponevano mare aperto, diedero a quello il nome d’Esperia già prima del tempo d’Ercole: cioè a dire di contrada occidentale o di termine estremo della cognita terra; nome che indi appropriarono essi stessi, per nuove scoperte di mondo, ad altre regioni similmente occidentali, come la Spagna e le isole Fortunate. Fuori di quest’unico nome di tal forma indistinto, e non determinato a paese, la penisola italica, meglio esplorata per frequentazione di navigatori, prese in bocca dei Greci antichi altrettante denominazioni locali, quante son quelle ch’eglino davano ai differenti popoli, che quivi per avanti sedevano in separati territori, I’uno dall’altro distinti. Tanto che in lor linguaggio Italia, Enotria, Iapigia, Ausonia, Tirrenia e Ombrica, per tacer d’altri luoghi, val quanto dire paese degli Itali, Enotri, lapigi, Ausoni, Tirreni e Umbri. Cosi la Ligjstica altrimenti Liguria, anzi che un paese interno, era pe’ Greci la sola riviera de’ Liguri, che presso Scilace ha suo principio al di là del Rodano, proseguendo insino alla Tirrenia. E senza maggior riguardo ai naturali confini ponevano gli Eneti o Veneti in sulla riva orientale dell’Adriatico che i Greci ampliavano fuor di misura, dando a questo golfo con ideal geografia una distesa oltremodo spaziosa e vasta. Gran tempo il piccolo ed estremo tratto della penisola oltre i due seni Lametico e Scilletico, oggi golfo di Santa Eufemia e di Scillace, era la primitiva Italia, i cui termini son chiaramente segnati da Antioco siracusano e da Aristotile4. Qui pure abitarono antichissimamente le tribù degli Enotri, Itali anche essi, il cui nome indi s’estese lungo la costa occidentale sin presso al golfo Pestano, dove si cercavano I’isole delle Sirene, ivi stesso chiamate Enotridi5. Da questi angusti confini il nome d’ Italia s’andò di luogo in luogo ampliando alle regioni superiori, nè altrimenti che per uso di lingua poté chiamarsi italica la scuola quivi fiorente di Pitagora. Gli scrittori greci posteriori ad Alessandro adoperarono il nome stesso d’Italia ora in un sen più largo, ora più ristretto; ma di già Polibio6 ne faceva uso con più naturale e giusto significato, comprendendo sotto quel titolo l’intero corpo del paese dal mare siciliano insino alle Alpi. Che veramente il nome di Italia, da prima uscito delle parti più meridionali, si fosse a mano a mano disteso molto addentro nella penisola, e vi fosse tenuto per simbolo di nazionale unione fra popoli parlanti una stessa lingua, si fa manifesto per la generale confederazione di tante numerose nazioni di pura e fratellevole razza osca nella guerra marsica. Le quali non pure in comune si reputavano come italiche, rispetto alla loro società giuridica con Roma, ma di più, per opposizione a quella, venute all’armi circa l’anno 663 posero il nome proprio d’ Italia alla città capitale della lega. Le monete stesse battute nel corso della guerra sociale mostrano sotto la leggenda Viteliu qual fosse l’usata, e fors’anco la primitiva forma osca della voce Italia7. Voce che i Greci antichi, per mera somiglianza di suono, spiegavano con altro vocabolo di loro favella significante un bove8: se pure con si fatta etimologia essi stessi non alludevano più specialmente alla copia del bestiame di grandi e belle forme, che molto abbondava in coteste parti meridionali, paese al tutto pastorale9. Non diversamente l’Enotria, con altra appropriata etimologia greca, passava, al dir degli espositori, per la terra del vino10. Con tutto che non si faccia gran torto ai grammatici non fidandoci totalmente di loro, pure è assai verisimile, che i primi greci navigatori che passarono ne’ lidi italici adoprassero talvolta nomi significativi o delle qualità del suolo, o d’altre particolarità locali, che l’uso dell’idioma mantenne appresso lungamente. Così ancora in America si ritrovò una terra verde e una terra del fuoco: in Affrica una costa d’oro: denominazioni che sono a un modo segni d’immagini. Ma, dacchè i mitologi per accomodate genealogie rendean ragione d’ogni fatto col grido degli eroi, anche il nome d’Italia fu per loro attribuito a un re o legislatore del suo popolo chiamato Italo; siccome quello d’Enotria all’arcadico Enotro, uno de’ venti figli di Licaone, e il condottiere della più antica colonia che i Greci davano per popolatrice di quella stessa punta del continente italico prossima alla Sicilia, nominata oggidì Calabria ulteriore.”
    • 4 Antioc ap. Strab. VI p. 175 ap. Dionys. I. 35. Aristot. De rep. VII,10.
    • 5 Argumentum possessae ab Oenotris Italiae. Plon. II. 7. 6 II. 16
    • 6 II. 16.
    • 7 [trascrizione] cioè Italiu o Italium secondo le terminazioni più consuete di queste lingue; e col digamma Vitalium, Servio dice bene: Italia plura nomina habuit, dicta est enim… Vitalia. VII. 328. Vedi i monumenti tav. CXV.15.
    • 8 Apollodor. II. 5. 10. Dionys. I. 35. Gell. XI. I.
    • 9 Varro R. R .I. 1. Nicander ap. Anton. Lib. 31. Dionys. I. 12.
    • 10 Pisander ap. Steph. Varro ap. Serv. I. 536. III. 165.

    Bibliografia utilizzata



    Siti Internet consultati

    Bibliografia da trovare e consultare


    • Antioco di Siracusa. Sull’Italia
    • Strabone, Geografia, V, 1,1 e VI,1,4.
    • Malgeri, E. 1899. Sul nome Italia. Nuove osservazioni. Messina.
    • Guillotining, M. History of Earliest Italy, trans. Ryle, M & Soper, K. in Jerome Lectures, Diciassettesima serie, p.50
    • Silvestri, D. 2000. Per una etimologia del nome Italia, AIΩN-linguistica 22
    • Rosa, G. 1863. Le origini della civiltà in Europa, Milano, Editori del Politecnico.
    • Pittau, M. 2003. Il nome dell’Italia è probabilmente etrusco, RION 9: 1
    • Wojtilak, Ł. 2003. On the Etymology of the Name Italia, Incontri Linguistici 26
    • Mallory J. P., Adams, D.Q. 1997. Enciclopedia della cultura indo-europee. Londra: Fitzroy e Dearborn, p. 24
    • Devoto, G. 1931. Gli antichi Italici, Vallecchi, p. 116
    • Romagnosi G.D. 1844. Esame della Storia degli antichi popoli italiani di Giuseppe Micali in relazione ai primordj dell’italico incivilimen, Milano.

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